La novità di W. e la sua ombra

Il bipartitismo in via di perfezionamento ha fatto un altro passo in avanti sulle gambe di Walter Veltroni. Esattamente un giorno e un’ora dopo il giuramento del governo vero, arriva il governo ombra. Già questa è una bella novità, credibile perché gli italiani hanno scelto nelle urne di farsi rappresentare da due grandi partiti, più appendici.
11 MAG 08
Ultimo aggiornamento: 03:42 | 7 AGO 20
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Il bipartitismo in via di perfezionamento ha fatto un altro passo in avanti sulle gambe di Walter Veltroni. Esattamente un giorno e un’ora dopo il giuramento del governo vero, arriva il governo ombra. Già questa è una bella novità, credibile perché gli italiani hanno scelto nelle urne di farsi rappresentare da due grandi partiti, più appendici. Credibile perché i nomi dei ministri ombra non sfigurerebbero (o non hanno sfigurato) in un ministero vero. C’è persino la sorpresa di un sindaco come Chiamparino per far capire che un po’ di vera analisi della sconfitta nel Pd è iniziata eccome. L’altra bella notizia è che Antonio Di Pietro non c’è, anzi alla Giustizia va un esponente della Margherita e magistrato, Lanfranco Tenaglia, che intervistato dal Foglio ha già aperto al dialogo con il Pdl. L’esecutivo dell’opposizione è un fatto nuovo anche dal punto di vista culturale, ora sarà messo alla prova dei fatti, dei dibattiti in Parlamento (e in tv) e nel paese. Insomma, dovrà essere capito, ma c’è da scommettere che lo sarà. Un governo e un’opposizione, il governo che governa, il governo ombra che incalza. Il resto è o tatticismo politicista o pura rappresentanza di identità. Certo, Veltroni deve scendere a soluzioni di compromesso nella gestione di un partito che fino a poco tempo fa erano due, ed entrambi con correnti, e che ha perso le elezioni perché erede di un’esperienza di coalizione fallimentare. Dunque, tra governo ombra, coordinamento, costituente, c’è un po’ di palude attorno ai due fatti nuovi. Però qui si fa festa, perché di Di Pietro neanche l’ombra.